La mostra, ideata e organizzata dall’Associazione Enrico Berlinguer, per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della sinistra italiana, con la collaborazione della Fondazione Gramsci e il CESPE, è stata pensata originariamente per la ricorrenza del quarantennale dalla morte.
Nelle sue varie tappe (Roma, Bologna, Sassari, Cagliari, Firenze eTorino), visitata dal circa 200.000 persone, ha contribuito a ripensare il lascito politico di Enrico Berlinguer ripercorrendone la biografia attraverso materiali originali audiovisivi, sonori, fotografici e documenti d’archivio.
Curata da Alessandro d’Onofrio, Alexander Hobel e Gregorio Sorgonà, la mostra intende restituire non solo l’immagine e le parole di un grande e amato Leader ma anche la forza del suo pensiero. Le sue riflessioni sulla Pace costituisco il fil rouge che percorre l’intera esposizione, risultando particolarmente attuali e profetiche rispetto al contesto politico presente, nazionale ed internazionale.
Attraverso un racconto storico e iconografico, l’esposizione consente di ricostruire l’itinerario di Berlinguer grazie a documenti tratti dal suo archivio (conservato presso la Fondazione Gramsci) alcuni dei quali esposti in originale assieme a giornali, riviste, opuscoli e audio-visivi (forniti prevalentemente dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e dalle Teche Rai) e una selezione di fotografie da reportage.
Il materiale documentale è stato organizzato secondo cinque sezioni tematiche: gli affetti, il dirigente, la crisi italiana, la dimensione globale, attualità e futuro.
Per tratteggiare a tutto tondo la figura dello statista sono stati inoltre introdotti dei focus specifici: il contributo del Partito Comunista Italiano alle riforme adottate in Italia dal 1968 al 1984; le relazioni internazionali intessute da Berlinguer che sottolineano la dimensione globale della sua leadership; la violenza politica e lo stragismo, drammatica costante di quegli anni, i libri a lui dedicati tesi ad evidenziarne il particolare rilievo storico-politico.
L’allestimento si confronta con gli spazi del Museo Civico e Archeologico ospitato nel prestigioso edificio dell’antico Ospedale della Morte, poi Palazzo Galvani, che si affaccia verso Piazza Maggiore e verso il lato orientale della Basilica di San Petronio. Spazi storici e prestigiosi, molto parcellizzati, radicalmente diversi da quelli della sede originale, che hanno richiesto una rimodulazione importante dell’allestimento.
La mostra è stata dotata, inoltre, di una sezione dedicata al rapporto di Berlinguer con l’Emilia Romagna.
Museo Civico Archeologico di Bologna
11 giugno - 25 agosto 2024
Associazione Enrico Berlinguer, Fondazione Duemila, Centro studi e ricerche Renato Zangheri
Fondazione Gramsci, Fondazione Cespe
Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna