L’installazione, dal titolo Gizmo III, è un giardino zen-tecnologico che vuole esprimere la continuità del sé e dell’altro. Nella prima parte i colori, i suoni, gli odori e soprattutto la diversa risposta elastica dei vari materiali che compongono la pavimentazione, inducono a concentrarci sulla nostra fisicità e stimolano la sensorialità; da qui una scultura metallica (un condensatore emozionale) ci introduce nella seconda parte dove, attraverso dei video collegati a delle Web-cam, ci vengono presentate varie immagini di noi stessi, prese da diverse direzioni. Non si tratta di uno specchio ma dell’immagine che l’alterità ha di noi (immagini che contemporaneamente vengono rese visibili anche in Internet). L’installazione è un ponte che vuole annullare la prima fondamentale divisione che la coscienza opera: la percezione del sé e dell’altro. Ci interessano i percorsi seguiti, le tracce e l’emozione di sentirsi e vedersi come altro da se stessi.
1999
Gianluca Adami , Manlio Amadio, Stefano Fiorini, Giulio Molaioli, scultura di Francesco Ghenzer