Il progetto parte da una sfida stimolante, confrontarsi con la figura del massimo ideologo del comunismo italiano, Antonio Gramsci. Inoltre bisognava farlo integrando due spazi dalle caratteristiche eterogenee: la Casa di famiglia di Gramsci e il nuovo spazio museale di recente realizzazione. L’intervento progettuale ha riguardato, quindi, non una singolo edificio, ma un vero e proprio complesso architettonico.
La questione centrale è stata definire il rapporto tra questi due “contenitori architettonici” e le narrazioni/contenuti da sviluppare in ognuno di essi.
Si è stabilito che la soluzione ottimale consistesse nell’utilizzare l’edificio storico per presentare la figura di Gramsci, la sua biografia e le sue radici, mentre l’ampliamento è stato destinato all’esplorazione del suo pensiero e della sua eredità intellettuale.
L’insieme dei due edifici, una volta completati nel loro sistema museografico, creerà un percorso capace di unire sinergicamente la conoscenza della vita con quella delle sue opere.
Si è proceduto, quindi, alla suddivisione del percorso narrativo su Gramsci in due capitoli.
Il primo, allestito all’interno della casa, ed oggi completato, è focalizzato sull’uomo, la sua famiglia e la sua terra. Qui vengono affrontati temi quali la sua nascita, la formazione, il profondo legame con la Sardegna e il periodo antecedente all’arresto.
Il secondo capitolo, da realizzare e che sarà collocato nel nuovo edificio, è previsto che sia dedicato al pensiero di Gramsci, alle sue battaglie e al suo lascito intellettuale, a partire dal momento dell’arresto.
In tal modo, si renderanno complementari la narrazione biografica e intima all’eredità politica e filosofica.
Il cortile storico e la relativa pertinenza della Casa del Pane saranno anch’essi oggetto di intervento, necessitando di un restauro integrale e della ricostituzione del giardino interno, più volte citato dallo stesso Gramsci nei suoi scritti.


Per comprendere l’allestimento ad oggi realizzato è importante identificare i criteri concettuali che sono ad esso sottesi.
Il primo elemento da considerare è che, in questo contesto, il contenitore stesso (la casa storica) costituisce il reperto di maggiore rilevanza. La casa funge da testimone silenziosa della vita di Gramsci.
Poiché l’arredo originale è andato in gran parte perduto, si è limitata la ricostruzione degli ambienti originali ad una sola camera da letto, per evitare la creazione di “falsi storici” tramite la riproposizione di mobili d’epoca mai appartenuti alla famiglia. Mediante visori di realtà aumentata, è data la possibilità, invece, di muoversi virtualmente all’interno di un’altra stanza, ricostruita e arredata secondo la configurazione originale, per compiere un’esperienza immersiva che permette di vedere casa Gramsci nell’assetto vissuto dal pensatore Sardo.
Negli ambienti dedicati all’allestimento è stato adottato un sistema di superfici espositive collocate a ridosso delle pareti. Tali superfici sono concepibili come una moderna “quadreria” che, non coprendo mai interamente i muri, permette la percezione dell’atmosfera e della spazialità originale della casa.
Il sistema espositivo accoglie testi, fotografie, riproduzioni di documenti e persino reperti originali posti in teche appositamente realizzate.
L’uso di materiali e grafiche differenziate facilita la distinzione tra le diverse tipologie di documenti. Ciò consente a ogni visitatore di elaborare un percorso personalizzato a seconda della formazione o degli interessi del fruitore.
Al fine di garantire la massima accessibilità museale, sono stati inseriti contenuti multimediali su schermi touch-screen orientabili. Tali strumenti sono stati concepiti secondo l’Universal design, per potersi adattare a fisicità differenziate di visitatori: dai bambini alle persone con disabilità motorie.
Essi non solo offrono approfondimenti dei contenuti e la traduzione in lingua inglese, ma consentono anche ad utenti ipovedenti di ingrandire i dettagli dei documenti originali.
Ghilarza (OR)
Fondazione Casa Museo Antonio Gramsci Ghilarza
arch. Alessandro d’Onofrio, arch. Fabio Speranza con arch. Vittoria Grifone
Maria Luisa Righi
Alessandro d’Onofrio
Francesco Giasi
Fabio Speranza
STANDUP srl
Anna Bodini
Federica Elena Cela
Methodia (Luca Evaroni, Vittorio Claudio Conte)
Digital Mosaik